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Colonie ebraiche in Cisgiordania: la situazione odierna

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Colonie ebraiche in Cisgiordania: la situazione odierna

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La terra, e le colonie costruite su quella terra, sono una volta di piu’ al centro del conflitto che da decenni oppone israeliani e palestinesi.

Washington preme e Tel Aviv pare disposta a bloccare temporaneamente gli insediamenti in Cisgiordania. Niente nuovi alloggi sino al 2010. Ma dal blocco sono esclusi gli appalti privati. Questa la situazione in Cisgiordania: in arancione le colonie considerate illegali e i territori pressoché inaccessibili ai palestinesi privi di autorizzazione. I triangolini neri sono gli avamposti illegali creati dal 2001. La linea nera che attraversa la Palestina è la controversa barriera di sicurezza. Sono 300mila i coloni stabilitisi in quella che gli israeliani chiamano Giudea e Samaria; mentre a Gerusalemme est sono 200mila distribuiti in una decina di insediamenti. “Sono seicento i nuovi alloggi creati dal gennaio scorso, dice Yariv Oppeinheimer, responsabile dell’organizzazione israeliana “Pace adesso”, contro la colonizzazione. Non c‘è uno stop ai nuovi insediamenti, l’espansione continua. L’unica novità positiva è che il governo non indice piu’ gare d’appalto, anche se i coloni trovano sempre il modo di riciclare vecchi progetti e passare alla realizzazione.” 417 le gare d’appalto pubblicate nel 2008 per la Cisgiordania, 171 solo per Gerusalemme est; nessuna pero’ da aprile, anche se la costruzione di alloggi continua. Se ne rallegra Daniel Hershkowitz, ministro della destra israeliana: “le colonie, dice, sono un segno di crescita morale, umana.” In un quartiere di Gerusalemme est alcune famiglie palestinesi sono state sfrattate. Occupavano alloggi che la Corte Suprema israeliana ha stabilito appartenere ad ebrei, almeno secondo documenti risalenti al XIX secolo. La decisione del tribunale pone problemi di vario ordine. “L’occupazione è anche questo, vite gettate sui marciapiedi di Gerusalemme, denuncia Chris Guness, portavoce dell’Onu. Il mondo dovrebbe svegliarsi e rendersi conto di quel che sta succedendo.” L’amministrazione Obama è comunque stata chiara: lo stop alla colonizzazione in Cisgiordanaia è la condizione necessaria alla ripresa dei negoziati di pace.