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Svizzera. Il caso Gheddafi diventa il caso Merz

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Svizzera. Il caso Gheddafi diventa il caso Merz

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Le scuse alla Libia del presidente svizzero Hans-Rudolph Merz durante un viaggio ufficiale creano sconcerto nella Confederazione e c‘è anche chi parla dell’opportunità di dimissioni per Merz.

Giovedì a Tripoli Merz ha chiesto scusa per l’arresto a Ginevra del figlio di Gheddafi Hannibal e della moglie, accusati di maltrattamenti a due domestici. Siccome la giustizia è di competenza cantonale in Svizzera, il presidente avrebbe oltrepassato i propri poteri, dicono nella Confederazione. La questione verrà discussa in sede governativa: “L’accordo fra la Svizzera e la Libia pone due problemi al nostro stato di diritto – dice Charles Juillard, ministro della giustizia del Giura – Il primo è quello del federalismo e l’altro è quello dell’ingerenza dell’esecutivo sul potere giudiziario”. I fatti risalgono a un anno fa. Hannibal Gheddafi e la moglie sono rimasti in cella due giorni, uscendo pagando una cauzione. Dopo il rilascio i due dipendenti, dietro indennizzo, hanno ritirato la loro denuncia e tutto si è concluso per il figlio del colonnello. Ma non per la Svizzera che, in ritorsione, si è vista chiudere i rubinetti del petrolio e del gas libici, mentre due uomini d’affari elvetici sono di fatto ostaggi del regime e non possono lasciare la Libia. Merz, col suo viaggio puntava proprio a riportarli a casa, ma ha ottenuto solo la promessa che saranno liberi entro la fine del mese. Mentre ha dovuto promettere che un tribunale arbitrale indipendente si occuperà di esaminare le circostanze dell’arresto della coppia Gheddafi.