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Nuove accuse di brogli elettorali in Afghanistan

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Nuove accuse di brogli elettorali in Afghanistan

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Gli afghani che non hanno potuto votare il 20 agosto sono stati 170.000, residenti in 8 distretti controllati dai taleban. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione elettorale, incaricata di diffondere i risultati. La Commissione per i reclami elettorali ha ricevuto dopo il voto 225 denunce di irregolarità, che vanno da intimidazione, violenze, introduzione di schede false nelle urne. Anche l’ex ministro degli esteri afghano e principale antagonista di Hamid Karzai, Abdullah Abdullah, ha affermato di avere le prove di massicci brogli.

“Ci sono state ripetute violazioni dell’imparzialità, ma oggi quello che mi preoccupa è il grande broglio, che avrà un impatto sul risultato. Bisogna evitare che questo accada perchè in queste elezioni è riposta la speranza di tempi migliori per il popolo afghano”. Il presidente in carica Karzai era il favorito nei sondaggi, ma non abbastanza da raggiungere il 50 per cento dei voti necessari per evitare il secondo turno in ottobre. I risultati non saranno noti prima di martedì. Intanto il capo di stato maggiore statunitense, ammiraglio Mike Mullen, ha detto che il conflitto in Afghanistan è grave e si sta deteriorando. Ha ammesso che l’insurrezione dei taleban è diventata più forte e le sue tattiche più sofisticate.