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Il presidente ungherese respinto al confine slovacco

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Il presidente ungherese respinto al confine slovacco

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La Slovacchia chiude la porta in faccia al presidente ungherese Lazlo Solyom che è costretto a rinunciare a una visita nello stato confinante. Solyom aveva previsto un viaggio in forma privata, non ufficiale, ma la coincidenza della data con il quarantunesimo anniversario dell’invasione sovietica della Cecoslovacchia, cui parteciparono anche truppe ungheresi, non è piaciuta al premier slovacco Robert Fico:

“In accordo con le leggi dell’Unione Europea e della Repubblica Slovacca ho negato l’ingresso del presidente ungherese Solyom nel nostro territorio questo 21 agosto”. In conferenza stampa Fico ha definito il carattere della visita come potenzialmente offensivo. Dal 2006, nel governo del socialdemocratico Fico, ci sono anche gli estremisti del Partito Nazionale SNS. Le tensioni con la minoranza magiara, che rappresenta almeno un decimo della popolazione slovacca, sono aiumentate dopo l’approvazione di una legge che impone lo slovacco come unica lingua negli uffici pubblici. Ciò ha suscitato le vive proteste del governo di Budapest. Solyom avrebbe dovuto recarsi a Komarom, un porto sul Danubio, per inaugurare una statua di santo Stefano, fondatore dello stato ungherese.