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Afghanistan, gli osservatori Ue denunciano irregolarità nel voto

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Afghanistan, gli osservatori Ue denunciano irregolarità nel voto

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Dalle insinuazioni, alle accuse, alle denunce formali. Che il voto in Afghanistan abbia fatto registrare delle irregolarità, pur in un clima di imparzialità complessiva, è un dato acquisito.

Non solo sulla base di quanto constatato dagli osservatori europei. Ma anche sulla base delle denunce fatte da Abdullah Abdullah, candidato alla presidenza, principale sfidante del Capo di Stato uscente Hamid Karzai. “Alcune delle urne saranno messe sotto sequestro perchè in certi seggi abbiamo già depositato le denunce di frode” ha Abdullah. La posizione del Presidente Karzai sembra meno solida mano a mano che la Commissione procede nel vaglio delle schede, con la possibilità di un ballottaggio all’orizzonte. Che, se necessario, si svolgerebbe in ottobre. Philippe Morillon, capo della missione dei 120 osservatori europei, ha così commentato il voto: “Libere e trasparenti, ovvio che sia un ideale. Libere, queste elezioni non lo sono state dappertutto a causa della paura. Trasparenti? Complessivamente sì”. Nel voto di giovedì, che si è svolto in un clima di massima allerta per la sicurezza, la maggior parte delle irregolarità avrebbe riguardato i certificati elettorali: molti di più rispetto agli elettori effettivi.