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Lockerbie, oggi la decisione sulla scarcerazione di al-Megrahi

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Lockerbie, oggi la decisione sulla scarcerazione di al-Megrahi

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La giustizia britannica decide oggi il destino di Ali Mohamed al-Megrahi, cittadino libico che sconta in un carcere scozzese la pena per la strage di Lockerbie. Al-Megrahi saprà se la sua istanza di scarcerazione per motivi di salute sarà accolta o meno. E’ malato terminale di cancro alla prostata. Il giudice scozzese Kenny MacAsckill potrebbe concedergli il rientro in patria dove sconterebbe il resto della pena. L’ipotesi che ora venga liberato è considerata un’ingiustizia da molti dei parenti delle vittime, in gran parte statunitensi.

“Era una buona persona, un buon padre cui un vigliacco ha tolto la vita senza ragione” dice Bert Ammerman, fratello di una delle vittime. “A questo vigliacco si sta per dare la possibilità di tornare a casa, tra i suoi cari. C‘è qualcosa che non torna. Il Segretario di Stato Hillary Clinton e il governo hanno protestato. Ma la sola cosa che so è che se agli Stati Uniti qualcosa non va bene accada nel quadro delle loro relazioni col Regno Unito, la loro volontà prevale punto e basta. Quindi che non prendano in giro la mia intelligenza”. Al-Megrahi ha 57 anni. E’ stato condannato all’ergastolo nel 2001, con 27 anni da trascorrere in regime di massima sicurezza per l’attentato al Boeing della Pan Am esploso sui cieli di Lockerbie, in Scozia, il 21 dicembre 1988. 270 furono le vittime.