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Afghanistan, vigilia tesa per il voto

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Afghanistan, vigilia tesa per il voto

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L’Afghanistan si accinge al voto temendo soprattutto… la paura. Minacce ed attentati potrebbero allontanare molti dalle urne, anche se secondo stime del governo solo una percentuale minima dei seggi, domani, sarà davvero a rischio.

Le misure di sicurezza sono imponenti, in risposta all’ondata di attacchi da parte dei taleban. “Come vedete, c‘è meno gente del solito, per strada. Per fortuna molte persone sono detrminate, ed andranno a votare, ma il resto della gente potrebbe davvero lasciarsi spaventare da questi attentati suicidi.” Nonostante tutto, per molti è comunque un momento fondamentale: si tratta delle seconde elezioni dopo la caduta dei Taleban. E le autorità, comprese le forze straniere, tendono a rassicurare, a sminuire la portata degli attentati: “Era previsto che proprio poco prima delle elezioni i ribelli incrementassero la loro attività”, dice un portavoce della coalizione internazionale, che sottolinea il fatto che, in fondo, si tratta di fatti episodici, anche se si sono registrati dei morti. Difficoltà logistiche non da poco hanno reso difficile la distribuzione delle schede, delle urne, dei materiali; a queste si è aggiunta una sfiducia crescente, per una situazione che non è quella sognata nel 2001; e poi le imboscate, le minacce, gli attentati. I candidati hanno tessuto le loro alleanze, cercato i loro appoggi, fatto le loro promesse. Ma su una cosa erano tutti d’accordo: il nemico da battere è l’astensionismo. Cioè i taleban, che provano in tutti i modi a boicottare il voto, come dimostra anche l’attentato suicida di ieri a Kabul, che ha ucciso otto persone. E che fa paura: tanta paura che il governo, poco dopo, ha ordinato ai mezzi di comunicazione di non parlarne.