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Russia: si cercano ancora i dipersi, dopo l'esplosione della centrale idroelettrica

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Russia: si cercano ancora i dipersi, dopo l'esplosione della centrale idroelettrica

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Decine di operai mancano ancora all’appello, mentre si cominciano a calcolare i danni, dopo l’esplosione nella più grande centrale idroelettrica russa, una delle più grandi del mondo. I morti hanno superato la decina, e al cadere della notte i soccorritori cercavano ancora 32 persone, con l’aiuto anche dei rinforzi inviati dalle regioni circostanti. La centrale siberiana di Sayano-Sushenskaya sormontava una immensa diga, per la quale si temevano danni. Ma il ministro per le emergenze, Sergey Shoigu, ha rassicurato tutti: “Non c‘è pericolo per le località sottostanti, e non esiste il rischio che ceda la diga”, ha detto.

La struttura non avrebbe subito danni, secondo gli ispettori che hanno effettuato una serie di sopralluoghi. E la vita scorre tranquilla, nei paesi che si trovano sotto la diga: “Non se ne è andato nessuno, grazie a Dio è tutto calmo” “Siamo tutti più o meno tranquilli, siamo regolarmente informati dalla televisione” Oltre ai danni diretti, subiti dalla centrale, le cui riparazioni richiederanno anni e una cifra superiore al miliardo di euro, resta da quantificare il danno ambientale, dovuto allo sversamente di oli pesanti nel fiume.