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Prosegue la campagna di sangue dei Taleban

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Prosegue la campagna di sangue dei Taleban

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I Taleban proseguono la loro campagna di intimidazione a due giorni dalle elezioni presidenziali e amministrative in Afghanistan.

Il governo locale e le forze internazionali hanno dispiegato tutti gli uomini e i mezzi disponibili: 200 mila agenti afghani e 100 mila soldati stranieri. Mentre proseguono le operazioni per l’allestimento dei seggi e il trasporto delle schede, l’Onu ha inviato altre truppe di rinforzo per evitare che la paura e gli attentati abbiano la meglio sulle consultazioni. Domenica i Taleban hanno minacciato di colpire i seggi elettorali dopo un’estate di violenze e i ripetuti attacchi. Un militare francese: “Sicuramente la situazione è peggiorata a causa delle elezioni. I ribelli cercano di alzare nuovamente la testa”. Il 12% dei sette mila seggi elettorali potrebbe rimanere chiuso proprio per questioni di sicurezza. Per questo le truppe cercano di spingersi nelle zone più remote, anche in villaggi dove i soldati non erano mai entrati: “Stiamo abbandonando l’area. La popolazione è convinta che ci siano ribelli qui attorno e hanno paura di essere visti insieme a noi. Quindi ce ne andiamo. Missione finita”. Su oltre trecento distretti almeno trentacinque, principalmente nel sud, sono nelle mani dei Taleban o fortemente a rischio. A minare la credibilità delle consultazioni oltre all’incognita astensionismo, potenziali brogli: gli osservatori internazionali già riferiscono di irregolarità nelle procedure di registrazione.