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Poche speranze per i 64 dispersi della centrale

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Poche speranze per i 64 dispersi della centrale

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Trovare ancora qualcuno di vivo ormai è altamente improbabile, ma le ricerche continuano.

A dirlo sono i dirigenti della centrale idroelettrica russa, teatro di un grave incidente nella notte tra domenica e lunedì. 12 le vittime accertate finora: un bilancio già pesante, cui sembra si aggiungeranno, salvo miracoli, anche i 64 dispersi. Le autorità si sono affrettate a precisare che non si è trattato di un attentato terroristico. Un guasto, probabilmente, ha provocato un brusco aumento della pressione dell’acqua, che ha distrutto una delle dieci turbine, sfondato alcune pareti e inondato parte della struttura. Quindici i feriti. I danni alla centrale siberiana, una delle più potenti al mondo, sono di miliardi di rubli. Ci vorranno forse 4 anni per riparala. La diga ha retto, non ci dovrebbero essere più pericoli. Tuttavia alcune voci hanno messo in allarme gli abitanti della zona, poco lontana dalla frontiera mongola: in un moto di panico, centiania di persone hanno preso la strada per rifugiarsi al sicuro sulle montagne, lontano dal rischio inondazioni.