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Per Obama, il conflitto in Afghanistan è "necessario"

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Per Obama, il conflitto in Afghanistan è "necessario"

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Per gli Stati Uniti, il voto di giovedì rappresenta un test per una politica volta a rovesciare le fortune dei taleban. “La ribellione in Afghanistan non è nata da un giorno all’altro, e noi non la sconfiggeremo da un giorno all’altro – ha detto il presidente Barack Obama. Non sarà né rapido, né facile. Ma non dobbiamo mai dimenticare che questa guerra non è stata fatta per scelta, questa è una guerra necessaria. Coloro che hanno attaccato l’America l’undici settembre intendono farlo di nuovo. Se lasciata senza controllo, la ribellione taleban rappresenterà un rifugio ancora più vasto da dove Al Qaida pianificherà l’uccisione di altri americani”.

Washington vuole porre fine a un conflitto, che qualcuno considera però alimentato dalla presenza straniera. Come Gulbuiddin Hekmatyar, uno dei più potenti signori della guerra, alleato di Washington ai tempi della ribellione antisovietica. “Le forze straniere – ha detto – sono la causa della guerra. Fino a quando resteranno, la guerra non finirà e non ci sarà nemmeno sicurezza”. Della sicurezza si occupano 100.000 uomini delle forze internazionali e 175.000 delle forze afgane. Sono diciassette milioni di elettori chiamati a votare. I taleban hanno minacciato di tagliare dita e orecchie a chi andrà ai seggi. Human Rights Watch ha espresso dubbi sulla regolarità delle elezioni.