ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nelle elezioni afgane entrano in gioco i signori della guerra

Lettura in corso:

Nelle elezioni afgane entrano in gioco i signori della guerra

Dimensioni di testo Aa Aa

A due giorni dalle presidenziali afgane, e terminata la campagna elettorale, tornano a pesare sul futuro del paese personaggi che sembravano dimenticati.

E il primo responsabile è il presidente uscente Hamid Karzai, le cui scelte fatte per non perdere la poltrona preoccupano l’Occidente. Karzai, dato dai sondaggi intorno al 45 per cento, ha richiamato dall’esilio l’ex signore della guerra uzbeko Abdul Rashid Dostum, che nel 2004 aveva conquistato il 10 per cento dei voti. Il suo sostegno potrebbe così permettere a Karzai di scongiurare un secondo turno, che altrimenti dovrebbe probabilmente giocarsi con Abdullah Abdullah, suo ex ministro degli esteri. Abdullah raccoglierebbe intorno al 25 per cento dei suffragi. L’eventuale ballottaggio si svolgerebbe in ottobre. A confondere le idee, però, ci si è messo un altro signore della guerra, e non uno qualunque. Gulbuddin Hekmatyar, ex primo ministro oggi vicino ai taleban, ha sconfessato Karzai e compagnia: “Il governo di Kabul è fatto di ladri, corrotti e criminali”, ha detto in un’intervista. Hekmatyar, un ex favorito degli Stati Uniti ai tempi della ribellione antisovietica, ha detto che in Afghanistan non ci sarà fine alla guerra fintanto che le forze straniere resteranno nel paese. Una dichiarazione che suona come una provocazione per le certezze americane.