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La Corea del Sud piange Kim Dae-Jung

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La Corea del Sud piange Kim Dae-Jung

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Kim Dae-Jung ha strappato la Corea del Sud alle giunte militari, ha cercato fino all’ultimo la riappacificazione con lo storico nemico del Nord. Il Nobel per la Pace lo aveva conquistato per questo. L’ex presidente sudcoreano è morto a Seul. A piangerlo la moglie. Si è spento a 85 anni in seguito a complicazioni causate da una polmonite. Anche il Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha voluto rendergli omaggio.

Il carismatico leader ha traghettato il Paese asiatico nella democrazia attraverso una vita fatta di lotte. Il prezzo da pagare: incarcerazioni, diversi tentativi di toglierlo di mezzo. E’ stato Presidente dal 1998 al 2003. I suoi connazionali lo piangono. Alcuni si preoccupano del futuro del Paese. Di Kim Dae-Jung il mondo intero ricorda gli sforzi per riavvicinare le due Coree, divise dalla guerra di inizio anni Cinquanta. Nel segno della “politica del raggio di sole”, ispirata alla “Ostpolitik” tedesca di Willy Brandt, è stato lui il primo leader sudcoreano a incontrare il rivale Kim Jong-Il in uno storico vertice. Era il 2000, a Pyongyang. Un gesto che quell’anno gli valse il Nobel. Non un traguardo, ma una tappa intermedia. Che lo ha portato a combattere fino all’ultimo, criticando la posizione troppo rigida dell’attuale leadership sudcoreana, invitando Washington a offrire una altra possibilità al regime comunista.