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Centrale idroelettrica in Siberia: nessuna speranza per i dispersi

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Centrale idroelettrica in Siberia: nessuna speranza per i dispersi

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76 morti: tante potrebbero essere le vittime dell’incidente avvenuto nella centrale idroelettica russa, in Siberia, nella notte tra domenica e lunedì.

I sommozzatori continuano ad esplorare la sala delle turbine distrutta e sommersa da 20 metri, alla ricerca dei 64 dipendenti, ma è improbabile che si ritrovi qualcuno di vivo. Per le dodici vittime accertate ci saranno i funerali domani. La dinamica dell’incidente si fa lentamente più chiara: si eclude la pista terroristica “Non crediamo sia stata un’esplosione, è stato più probabilmente l’impatto dell’acqua. Per qualche ragione è stata distrutta una turbina” – spiegano i responsabili dell’impianto, secondo i quali forse si è trattato di un pezzo difettoso. L’attività della centrale, una delle più grandi al mondo, è stata totalmente interrotta. Per ripararla ci vorranno 4 anni, e una cifra pari a oltre 200 milioni di euro. La diga fortunatamente ha retto, nessun rischio inondazioni – assicurano le autorità – per gli abitanti della zona. Ma una macchia inquinante di petrolio, larga 80 chilometri è fuoriscita dalla centrale, e minaccia il fiume siberiano Ienisiei.