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Il "burkini" islamico alimenta le polemiche nelle piscine francesi

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Il "burkini" islamico alimenta le polemiche nelle piscine francesi

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In tempo di vacanze la polemica sul velo islamico integrale in Francia si sposta in piscina.

Sotto accusa è il cosiddetto “burkini” – un “bikini-burqa”, un costume che copre integralmente il corpo e che ha fatto mettere alla porta la trentacinquenne Carole. Francese, convertita all’Islam dall’età di 17 anni, Carole aveva fatto una ricerca prima di scegliere questa piscina della banlieue di Parigi: “Due mi hanno detto categoricamente di no, mentre a Emerainville hanno voluto vedere di che materiale era fatto il costume prima di autorizzarmi a usarlo”. Autorizzazione concessa, per due volte, prima che Carole, il primo agosto, si vedesse chiudere in faccia le porte della piscina. Per le autorità locali, una semplice questione d’igiene: “Il regolamento delle piscine in Francia – dice un rappresentante locale, Daniel Guillaume -, che siano pubbliche o private, proibisce di indossare boxer, magliette, pantaloncini, bermuda, e questa signora purtroppo è venuta qui completamente vestita”. Per lei, invece, è un caso di discriminazione, e ha deciso di adire le vie legali. La polemica si innesta sulla discussione sul burqa in Francia, dove una commissione parlamentare sta indagando sul diritto di indossare il velo integrale.