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Campagna elettorale afghana: per le donne una sfida

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Campagna elettorale afghana: per le donne una sfida

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Akmina è una delle 300 donne candidate alle elezioni provinciali in Afghanistan. La sua è una campagna piuttosto decisa in un paese dove le tradizioni vietano alle donne di rivolgersi in pubblico agli uomini. La sua determinazione le ha permesso, a 40 anni, di diventare capo tribù perché gli anziani della zona le hanno riconosciuto grande competenza nelle questioni familiari e tribali.

“Le donne non hanno diritti in Afghanistan, o ne hanno pochissimi. La differenza è enorme rispetto agli uomini. Qui un uomo può dire quello che vuole mentre la voce della donna è sempre zittita”. Nonostante la nuova costituzione afghana stabilisca che alle donne vada almeno il 25 percento dei seggi nelle elezioni locali e parlamentari, le tradizioni sono dure a morire. Ed è per questo che le stesse donne finiscono per non farsi avanti. Su 38 candidati alle presidenziali solo due sono donne. Shala Ata è una di queste: “Se divento presidente sarà un grande successo perché mi sto battendo contro delle super potenze come il presidente Karzai. Ma anche in caso di sconfitta sarà un successo per le donne dell’Afghanistan”. Anche partecipare alla campagna elettorale è una sfida enorme. I loro manifesti vengono strappati di continuo e la loro incolumità personale, insieme a quella delle loro famiglie, è posta seriamente a rischio.