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Aung San Suu Kyi, l'Onu non chiede la liberazione

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Aung San Suu Kyi, l'Onu non chiede la liberazione

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Le Nazioni Unite si sono mostrate sorde alle proteste per la liberazione di Aung San Suu Kyi. Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato una dichiarazione non vincolante molto edulcorata, che non contiene la richiesta esplicita di liberare la leader dell’opposizione birmana, ma esprime solo “grave preoccupazione” per la sentenza. Il presidente di turno del Consiglio ha spiegato: “Sappiamo tutti che i diversi membri del Consiglio di sicurezza hanno visioni diverse della situazione, e la visione convinta di alcune capitali occidentali non è del tutto condivisa da altri paesi. Se il governo del Myanmar vuole che il suo processo abbia credibilità internazionale, sa che cosa deve fare”.

Aung San Suu Kyi è stata condannata ad altri 18 mesi di arresti domiciliari per aver ospitato un americano che si è introdotto in casa sua. Fra i Paesi che si sono opposti a una condanna esplicita ci sono Cina e Russia, entrambe con diritto di veto. L’Unione europea ha invece deciso sanzioni contro i 4 giudici responsabili della sentenza.