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Cecenia: coro di condanne dopo l'uccisione di due attivisti

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Cecenia: coro di condanne dopo l'uccisione di due attivisti

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Gli Stati uniti hanno espresso tristezza. Il presidente russo Medvedev ha parlato di crimine brutale. Queste alcune delle reazioni agli ultimi omicidi di attivisti per i diritti umani in Cecenia.

Una decimazione lenta ma inesorabile, che questa volta ha messo a tacere per sempre Zarema Sadulaieva, responsabile di un’ong e il marito, Alik Dzhabrailov. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha dichiarato di volersi assumere la responsabilità dell’inchiesta sul duplice omicidio in quanto garante della costituzione. L’Ong Memorial ha già chiamato in causa il presidente della provincia caucasica, per le ultime uccisioni. L’organizzazione russa ha parlato di un’unica regia dietro alla catena di omicidi. Ma per alcuni analisti un’accusa improbabile: “ Ho capito dalle critiche sollevate – ha detto Alexei Malashenko, del Moscow Carnegie Centre – che Ramzan Kadyrov non è un angelo, ma in questo caso credo che sia più importante per lui riuscire ad avere un’immagine che possa essere equiparata al resto dei politici russi. Non credo che Ramzan sia colpevole di questi omicidi”. L’uccisione dei due attivisti dell’ONG “Salviamo la Generazione” arriva a meno di un mese dall’assassinio di Natalia Estemirova. Come lei la coppia è stata prelevata da un commando, e dopo poche ore sono stati ritrovati senza vita nel bagagliaio della macchina.