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Myanmar, Aung San Suu Kyi condannata ad altri 18 mesi ai domiciliari

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Myanmar, Aung San Suu Kyi condannata ad altri 18 mesi ai domiciliari

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Tre anni di prigione per Aung Saan Suu Kyi, colpevole, secondo la giustizia birmana, di aver violato una legge sulla sicurezza che difende lo stato da “elementi sovversivi”. La pena è stata ridotta della metà dalla giunta militare al potere in Myanmar. La leader dell’opposizione sconterà i prossimi diciotto mesi agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Yangon, dove ha già trascorso, reclusa, 14 degli ultimi venti anni.

Una sentenza scontata, che consente al regime birmano di escludere la Premio Nobel per la pace dalle elezioni del prossimo anno. Più pesante il verdetto a carico del co-imputato di Aung San Suu Kyi, il 54enne statunitense John Yettaw: in tutto sette anni di lavori forzati. A maggio, questo ex veterano del Vietnam raggiunse a nuoto la casa di Aung San Suu Kyi, una villetta in riva a un lago artificiale, alla periferia della vecchia capitale birmana. Qui venne ospitato per due notti, infrangendo, secondo il regime, i termini sulla base dei quali erano stati concessi gli arresti domiciliari a Aung San Suu Kyi.