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Aung San Suu Kyi: nuova condanna. L'UE minaccia sanzioni

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Aung San Suu Kyi: nuova condanna. L'UE minaccia sanzioni

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La nuova condanna inflitta all’oppositrice birmana Aung San Suu Kyi scatena le reazioni della comunità internazionale. Il Nobel per la pace dovrà scontare ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari, ritenuta colpevole di aver violato i terimini dei precedenti arresti per aver ospitato due giorni John Yettaw. L’americano aveva raggiunto a nuoto la casa di Aung San Suu Kyi senza essere stato invitato: è stato condannato a 7 anni di lavori forzati per aver violato la legge sull’immigrazione, ma anche per aver nuotato in zona di divieto.

In prima linea contro la sentenza, Bruxelles, che chiede la liberazione immediata della dirigente politica. Il premier svedese: “L’Unione Europea condanna questa decisione inappropriata e rinforzerà le sanzioni contro le autorità coinvolte in questo processo”. Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, ha trascorso 14 anni agli arresti domiciliari. Secondo i suoi sostenitori la sentenza vuole sempliemente impedirle di partecipare alle elezioni programmate nel 2010 dalla giunta militare.