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Nuova ondata di attentati in Iraq

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Nuova ondata di attentati in Iraq

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Bombe e sangue in Iraq: le violenze nel paese minacciano il fragile equilibrio interconfessionale e politico a cinque mesi dalle elezioni. Solo stamane a Bagdad tre esplosioni hanno ucciso almeno 42 persone e ne hanno ferite quasi un centinaio. I primi due attacchi hanno preso di mira quartieri a maggioranza sciita.

Ad Al Alamia una bomba era nascosta in un sacco di cemento in una zona in cui gli operai si riuniscono quotidianamente per cercare lavoro. Sono morti in sette. Nel nord della capitale un’auto-bomba ha ucciso altri nove lavoratori. Il terzo attentato ha colpito un quartiere a maggioranza sunnita. Tre morti.

Il premier Nuri Al Maliki prevede un’escalation di violenza in vista delle elezioni di gennaio. “Ci saranno sempre più attentati dice per minare la sicurezza del paese. Cercheranno in ogni modo possibile di dare l’impressione che la situazione politica è instabile”. Oggi non è stata colpita solo Bagdad. A nord est di Mossul due veicoli carichi di esplosivo sono saltati in aria quasi contemporaneamente a qualche centinaio di metri di distanza. Anche qui il bilancio è pesante: 23 morti e 138 feriti. Nel mirino è finita questa volta una minoranza etnica kurdofona perseguitata sotto Saddam Hussein.