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Ossezia del Sud: i timori dei civili a un anno dal conflitto

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Ossezia del Sud: i timori dei civili a un anno dal conflitto

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Il conflitto russo-georgiano costrinse a fuggire oltre centomila persone. Molti sudosseti non hanno potuto ancora far ritorno alle loro case. A Zemo Nikosi, un villaggio poco distante dalla capitale Tskhinvali, la gente ha paura di rivivere un’altra guerra.

“La situazione è pessima – spiega un’anziana -abbiamo paura. Prego Dio che non ci faccia rivedere le cose che abbiamo visto. Il mio tempo è quasi scaduto, ma provo compassione per i giovani di qui. Spero che non debbano vedere gli orrori del passato”. Anche a Gori molti georgiani sperano nella pace. “Abbiamo bisogno di pace – spiega un’abitante. “È fondamentale per il futuro dei nostri figli. “Non vogliamo rivivere ciò che abbiamo passato. Dobbiamo avere speranza: senza non potremmo andare avanti”. A un anno dal conflitto, la situazione al confine russo-georgiano resta tesa. “I Russi cercano di mostrare a tutti che la Georgia è aggressiva, non è stabile e che loro sono interessati al mantenimento della pace” spiega l’analista Alexander Rondeli. Nella guerra-lampo, scatenata dall’attacco dell’esercito georgiano contro la provincia indipendentista dell’Ossezia del Sud, persero la vita circa 390 civili.