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La disoccupazione rallenta, Obama ottimista

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La disoccupazione rallenta, Obama ottimista

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La disoccupazione negli Stati Uniti ha rallentato per la prima volta in quindici mesi, regalando al presidente Obama l’occasione di pronunciare le parole che tutti non vedevano l’ora di ascoltare: il peggio, almeno per l’economia americana, è passato.

“La settimana scorsa abbiamo ricevuto un rapporto sul pil americano, un dato chiave sullo stato di salute della nostra economia che ha mostrato segni di miglioramento negli ultimi mesi”, ha detto Obama. “Questa mattina abbiamo ricevuto un altro segnale che il peggio potrebbe essere ormai passato”. Il segnale di cui parla Obama è che in luglio il tasso di disoccupazione è sceso al 9,4% della popolazione attiva, dal 9,5% di giugno. E questo perché, in luglio, i licenziamenti sono stati la metà del mese precedente: 247mila contro 443mila, mentre gli analisti si aspettavano un aumento di 322mila unità. Dall’inizio della recessione, nel dicembre 2007, l’economia americana ha bruciato 6,7 milioni di posti di lavoro. E la disoccupazione sul lungo termine continua a crescere. Ma la ripresa potrebbe non tardare a manifestarsi. Nel settore manifatturiero, ad esempio, i licenziamenti sono stati meno di 100mila, grazie anche all’uscita di General Motors e Chrysler dall’amministrazione controllata.