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Ossezia del sud, un anno fa la scintilla che innescò la guerra tra Mosca e Tbilisi

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Ossezia del sud, un anno fa la scintilla che innescò la guerra tra Mosca e Tbilisi

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Tutto ha inizio con l’assalto georgiano contro Tskhinvali, il 7 agosto 2008.

Nei giorni precedenti, c’erano stati duri scontri con le forze sudossete. Poi, quell’ultima offensiva di terra e di aria, decisa dal presidente georgiano Saakashvili per annientare la resistenza dei separatisti. E’ allora che le forze russe, schierate appena oltre il confine, entrano in Ossezia del sud e in cinque giorni arrivano a 40 chilometri da Tbilisi. I separatisti dell’Abkhazia sentono che il momento di agire e, con il sostengo russo, cacciano la polizia georgiana fuori dalle gole del Kodori. Per Saakashvili è una disfatta, ma il vero dramma è quello dei civili. Con Tskhinvali distrutta dai bombardamenti georgiani, migliaia di sud-osseti diventano rifugiati. E 25mila georgiani che prima della guerra abitavano in Ossezia non hanno mai potuto farvi ritorno. L’Unione europea, che il 28 agosto negozia un cessate il fuoco, invia una missione di 240 osservatori, ai quali è però vietato l’ingresso nelle due regioni separatiste, che Mosca riconosce come stati indipendenti e dove mantiene una presenza militare.