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La Turchia apre le porte a South Stream

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La Turchia apre le porte a South Stream

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La Russia rafforza la sua egemonia come fornitore di gas grazie alla Turchia. Ankara ha dato il suo accordo a Mosca per il passaggio di Southstream sul suo territorio.

Un progetto che consolida la posizione della Russia da cui l’Europa importa un quarto del gas che consuma e che mette ancor più in evidenza le divisioni in seno ai 27. Per Vladimir Putin tuttavia il progetto è anche nel loro interesse: “Oggi è chiaro che il gasdotto South Stream è qualcosa di reale e che è particolarmente importante per quanto riguarda la sicurezza delle forniture energetiche per tutta l’Europa e lo sviluppo di relazioni articolate tra Russia e Turchia”, ha detto il premier russo. “I nostri colloqui hanno messo in luce che assieme alla leadership turca possiamo prendere decisioni che aprono la strada a nuovi e ampi progetti in campo energetico”. Il gasdotto permette alla Russia di aggirare l’Ucraina con la quale è stata al centro di un’accesa contesa sul prezzo del gas. In cambio Mosca sosterrà la costruzione dell’oleodotto Samsun -Ceyhan. Un duplice accordo dunque per per Gazprom e l’italiana Eni, sua principale partner. La Turchia, che mira a entrare nell’Unione, ha dato già il suo appoggio al progetto Nabucco. “Credo che sarebbe più corretto definire Nabucco come un progetto parallelo e non alternativo a South Stream”, ha affermato Erdogan. “E comunque nessuno dei due da solo sarebbe sufficiente per l’Europa nel futuro prossimo”. Sinonimo di indipendenza energetica per l’Europa, Nabucco dovrebbe entrare in funzione nel 2014. Ma gli europei faticano ad ottenere l’impegno di Paesi chiave come Turkmenistan, Uzbekistan, e Kazakhstan, mentre l’Azerbaijan ha già firmato un accordo con Mosca per venderle 500 milioni di metri cubi di gas. “La Turchia sta cercando di assumere una posizione imparziale, non vuole diventare ostaggio della Russia per questo sostiene Nabucco”, dice l’analista Andrei Kortunov, presidente della fondazione New Eurasia. “Dall’altro lato è consapevole del fatto che Mosca è il suo principale partner strategico per cui ne appoggia le iniziative soprattutto in campo energetico. Questo accordo è un’altra dimostrazione dell’approccio imparziale che la Turchia sta cercando di perseguire”. Su Nabucco ci sono le divergenze degli europei: la Germania ritiene che la Russia debba farne parte, mentre la Commissione Europea è contraria all’ipotesi e mira a una politica energetica comune. Ma intanto Germania e Italia firmano importanti accordi bilaterali con Mosca.