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La Turchia è diventata la scelta di elezione per i produttori e consumatori di gas, intenti a elaborare nuove vie per il transito degli idrocarburi.

Il mese scorso, Ankara ha autorizzato il passaggio sul suo territorio del gasdotto Nabucco, che insieme a Southstream fa della Turchia un importante crocevia. Sponsorizzato dall’Unione europea, il progetto Nabucco punta a mitigare la dipendenza dei Ventisette dal gas russo. Più volte i contenziosi tra Mosca e Kiev sono avvenuti a spese dell’Europa, lasciata a secco nel bel mezzo dell’inverno. Ecco perché Nabucco non passerà dalla Russia, collegando l’Europa ai giacimenti dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Il costo è stimato a 8 miliardi di euro, la capacità sarà di 31 miliardi di metri cubi di gas all’anno, a partire dal 2014. Azerbaijan, Turkmenistan e Iraq i potenziali fornitori. La Russia supplisce attualmente a un quarto del fabbisogno in gas dell’Europa. Un fabbisogno che secondo gli analisti è destinato ad aumentare nei prossimi venti e trent’anni, consolidando la partnership commerciale con Mosca. In concorrenza con Nabucco, anche se i due non si escludono, la russa Gazprom e l’italiana Eni portano avanti il progetto Southstream. Il gasdotto passerà sotto il Mar Nero, costerà un po’ più di Nabucco e sarà operativo un anno più tardi: in compenso avrà il doppio della capacità. Secondo gli esperti, la crescente domanda di gas permetterà di sfruttare entrambi i gasdotti, che anzi contribuiranno alla sicurezza energetica dei Ventisette.More about: , ,

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