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Un anno fa la guerra tra Russia e Georgia

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Un anno fa la guerra tra Russia e Georgia

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A quasi un anno dal conflitto tra Georgia e Russia, la tensione tra i due stati resta alta. Il nodo del contendere.

Mosca ha denunciato la ripresa di spari e attacchi contro l’Ossezia del Sud, la repubblica ribelle, da parte georgiana, aggiungendo che darà una “risposta dura” se Tbilisi continuerà nelle sue “provocazioni”. Qualche chilometro a sud della capitale dell’Ossezia del Sud Tskhinvali, i segni ancora evidenti di cinque giorni di combattimenti. Dopo il ritiro degli isservatori militari dall’Ossezia del Sud e dall’Abkhazia, i residenti denunciano di vivere in uno stato di paura. La stabilizzazione della regione è ancora lontana. Omar Mindiashvili, residente a Zemo Nikozi: “Questa casa è stata distrutta durante la guerra, ma gli spari continuano, la tensione sale. La gente ha paura. Nel suo insieme la situazione non è cambiata. La gente vive nella paura”. A spazzare il campo dai dubbi ci pensano i russi che negano la possibilità di un nuovo conflitto, dicendo che le forze militari georgiano non godono ancora della forma migliore, anche se si è proceduto al riarmamento. Il generale russo Anatoly Nogovitsyn: “Non vediamo la possibilità di uan nuova aggressione. Il clima politico è cambiato in modo sensibile. Concordate con me che il cambiamento è stato radicale. Non riconoscere questo e e agire come fatto in passato corrisponde a un suicidio politico”. 2.12 Opposition rally in Georgia, Tbilisi Il conflitto contro la Russia è costato feroci critiche al presidente Shaakasvili da parte dell’opposizione. Ma anche i suoi più accerrimi oppositori sostengono che la responsabilità della crisi sia da imputare alla Russia. Il leader dell’opposizione IRAKLY ALASANIA: “Ritengo che siano stati fatti molti errori da parte del governo prima del conflitto, ma la colpa resta della Federazione russa, che si è preparata per la guerra contro la Georgia. Resta il fatto che i nostri territori sono occupati”. Per i leader dell’opposizione georgiana uno degli errori del governo è stato non riuscire a garantire il ritorno dei profughi. Decine di migliaia di civili di ambo le parti sono stati costretti alla fuga. Migliaia di civili dell’Ossezia del Sud non hanno più una casa, mentre 25 mila georgiani non hanno potuto far rientro nell’Ossezia del Sud. L’Unione europea con la sua missione è la sola organizzazione internazionale presente sul territorio. Di fronte ai termini di tregua non rispettati e all’assenza di una forza di peacekeeping, il suo compito diventa una missione impossibile.