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Londra sotto accusa per le presunte complicità nelle torture a sospetti terroristi

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Londra sotto accusa per le presunte complicità nelle torture a sospetti terroristi

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È necessaria un’inchiesta indipendente sulle eventuali complicità del governo di Londra nelle torture inflitte a sospetti terroristi. A dirlo è la commissione parlamentare dei diritti umani britannica in un rapporto. Sono ormai in molti ad affermare che i servizi segreti fossero al corrente dell’uso della tortura su prigionieri detenuti all’estero.

Andrew Dismore, della commissione, spiega: “Siamo infastiditi dalla mancanza di risposte concrete da parte del governo, ma il rapporto va molto al di là di questo. È importante osservare la terminologia usata dal governo. Che non nega esplicitamente la sua complicità’”. A marzo un magistrato ha affermato che ci sono abbastanza elementi per un’inchiesta penale su quanto affermato dall’ex detenuto di Guantanamo Binyam Mohamed. Mohamed, cittadino britannico, ha dichiarato che agenti dell’MI5 erano al corrente del trattamento che gli era inflitto. Dichiarazioni analoghe a quelle di Alam Ghafoor, arrestato e torturato negli Emirati Arabi Uniti in seguito agli attentati di Londra del 2005, che lancia un appello: “Vorrei che emergesse la verità, e vorrei che mi dicessero perché è successo. E vorrei delle scuse, e che sia fatta giustizia”. La commissione ha anche esaminato i casi di otto sospetti terroristi, che affermano di aver ricevuto la visita di agenti britannici mentre erano detenuti e – dicono – torturati in Pakistan fin dal 2001. Londra nega tutto. Ma di lanciare un’inchiesta non se ne parla.