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Fatah al suo sesto congresso in 44 anni

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Fatah al suo sesto congresso in 44 anni

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Il futuro dei territori palestinesi comincia da qui. Fatah, il partito del presidente Mahmud Abbas, tiene a partire da oggi il suo sesto congresso generale, a vent’anni dal precedente, che si era tenuto in Tunisia. Stavolta i delegati si riuniscono in Cisgiordania, a Betlemme. Obiettivo di Abbas: svecchiare il partito, con l’elezione di membri giovani alla dirigenza.

Dovrà vedersela con i delegati della diaspora: Israele, per rafforzare Abbas, ha autorizzato l’accesso anche ai palestinesi provenienti da Siria e Libano, paesi nemici. Per loro, l’ala più intransigente del partito, il ritorno è una grande emozione. “Non c‘è differenza per me – dice Khaled Abu Usba, 49 anni, nato in Quwait. – La prima volta che ho messo piede su questa terra è stato in un’operazione militare che puntava a liberare dei prigionieri palestinesi. Oggi vengo per il congresso di Fatah. E provo le stesse emozioni”. Non ci saranno invece i 400 membri del partito trattenuti dalle forze di sicurezza di Hamas, che controllano Gaza dal giugno 2007. Ma per questi tre giorni la priorità per Fatah è il programma politico. Circola già un testo che prevede il rifiuto di riconoscere Israele come Stato ebraico.