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Varsavia celebra i 65 anni dalla rivolta

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Varsavia celebra i 65 anni dalla rivolta

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Il primo agosto di 65 anni fa iniziava la rivolta di Varsavia. Insieme al premier Donald Tusk, migliaia di cittadini polacchi, tra cui i veterani di guerra, hanno ricordato gli oltre sessanta giorni di battaglia contro l’occupazione nazista durante la Seconda Guerra mondiale. Il conflitto, conclusosi con la resa dell’Esercito Nazionale Polacco il 2 ottobre del 1944, trasformò la capitale in un inferno, riducendola in un cumulo di macerie. Morirono 18.000 soldati. Ma a pagare il prezzo più alto fu la popolazione civile, stremata dalla mancanza di generi alimentari. I morti furono quasi 200.000.

I tedeschi riconobbero agli insorti e ai civili catturati lo status di prigionieri di guerra, ma, per realizzare il disegno di Hitler, quasi mezzo milione di persone furono deportate. Con la distruzione di Varsavia, arrivò anche la distruzione di un’illusione: quella di liberare la città dall’occupazione tedesca, prima che l’esercito sovietico, ormai alle porte, la attaccasse.