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La donna in giallo, simbolo della democrazia

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La donna in giallo, simbolo della democrazia

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Corazon Aquino entra in politica suo malgrado. E’ l’agosto del 1983, il marito viene ucciso dai sicari del regime e lei ne raccoglie l’eredità con coraggio. In poco tempo diventa volto e anima della rivolta del “potere popolare” contro la dittatura di Ferdinand Marcos. Con lui, tre anni dopo, nel 1986, si gioca la partita delle elezioni. Il risultato viene manipolato per mantenere Marcos al potere, ma la rivolta di piazza, sostenuta dall’esercito, cambia le carte in tavola.

Corazon Aquino diventa così, e resta fino al 1992, Presidente. “Cory”, così come era conosciuta, presta giuramento a febbraio a Manila. E ringrazia. Da lì inizia il vero e proprio cammino sulla strada della democrazia sul quale guiderà le Filippine. Nelle strade della capitale è festa. Corazon Sumulong Cojuangco frequenta le migliori scuole di Stati Uniti e Francia. Nata nel 1933 da una facoltosa famiglia cino-filippina facoltosa, una delle sue battaglie è stata proprio quella di togliere il potere dalle mani delle grandi famiglie. Aspetto che la porta a scontrarsi con i suoi successori, a partire dall’attuale Presidente Gloria Arroyo. Ma la sua battaglia non dà esiti positivi. Così come perde la battaglia contro la malattia. Anche dopo la sua morte, resterà la donna in giallo che ha rovesciato il potere di Marcos. La prima donna Presidente di un Paese asiatico.