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Cinquant'anni di lotta armata, l'Eta dal franchismo a oggi

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Cinquant'anni di lotta armata, l'Eta dal franchismo a oggi

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La storia dell’Eta inizia nel 1959: il gruppo rivendica l’indipendenza del paese basco, quando il regime di Francisco Franco cerca di cancellarne lingua e cultura, per vendicarsi dei nazionalisti che nella guerra civile appoggiarono il governo repubblicano.

Il più spettacolare assassinio compiuto dall’Eta durante il franchismo è quello di Luis Carrero Blanco, successore designato di Franco. Nel 1973, una bomba fa saltare la sua auto oltre un palazzo di tre piani, a Madrid. Un attentato che sono in pochi a criticare, tra l’opposizione in esilio, perché dà una spallata alla dittatura. Nel 1987, però, la musica inizia a cambiare. L’Eta colpisce in un centro commerciale di Barcellona, uccidendo ventun persone. L’orrore causato dalle vittime civili è talmente forte che l’Eta è costretta a precisare di aver avvertito le autorità prima dell’esplosione. La reazione da parte del governo spagnolo, ormai in democrazia, è quella di avviare una politica antiterrorismo, che nel ’93 porta all’arresto dei tre capi dell’Eta: quello militare, quello politico e quello logistico. Ma la battaglia è ancora lunga. Nel ’95, i terroristi colpiscono un quartiere popolare di Madrid. L’Eta radicalizza lo scontro ma perde consenso. Per finanziare le sue attività, ricorre al sequestro di persona. José Antonio Ortega Lara, recluso per un anno e mezzo, diventa il simbolo di questo nuovo dramma. Ma è nel ’97, con il sequestro dell’assessore Miguel Angel Blanco, che il paese basco scende in piazza per dire basta. Una manifestazione fiume: sei milioni di persone. L’Eta uccide l’ostaggio, ma la battaglia del consenso è ormai persa.