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Il robotino volante contro gli incendi

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Il robotino volante contro gli incendi

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Un’altra notte d’estate, un’altra foresta che brucia in Grecia.

Quest’incendio ha già mandato in fumo 1000 hettari di macchia mediterranea, 80 chilometri a nord di Atene. 500 tra pompieri e volontari stanno combattendo contro le fiamme da circa 20 ore. L’incendio è circoscritto, lontano comunque dall’essere spento.

In questo inferno, un ingegnere tedesco manovra un robotino volante.

“Con questo sistema, nel giro di qualche minuto possiamo raggiungere un’altezza considerevole: di 100, 150 metri e avere così una visione globale della situazione”. “Possiamo localizzare i picchi di calore e le forze d’intervento. Se queste sono nelle vicinanze possiamo decidere di dirigerle direttamente verso i focolai”. Il robot è un “microdrone”. La sua sofisticata telecamera gli permette di filmare luoghi che altrimenti l’occhio umano non potrebbe raggiungere, come il cuore della foresta. Può così dare informazioni utili ai pompieri. “Durante la notte, aerei e elicotteri non possono volare sopra le foreste. Questo marchingegno può aiutarci a gestire l’intera situazione. Questo robot ci permette di vedere posti dove i vigili del fuoco non arrivano, come ad esempio il lato opposto di una collina. Può dirci rapidamente cosa sta succedendo lì dove le fiamme sono più imponenti e noi possiamo comportarci di conseguenza”.

Il microdrone è il risultato di un progetto di ricerca europeo. L’obiettivo: costruire un oggetto volante in grado di aiutare a gestire situazioni di crisi.

Pesa circa un chilo e mezzo e ha un’autonomia di volo di circa un’ora. “Funziona con 4 motori, due che girano a destra e due a sinistra. È pertanto molto stabile. È super equipaggiato a livello elettronico così da poter disimpegnare il pilota a terra. Il suo posizionamento si fa attraverso GPS.

Individuare un incendio è solo uno dei suoi possibili utilizzi.

Può essere utilizzato anche in caso di catastrofe naturale, come le inondazioni, o durante manifestazioni.

Ma prima che queste applicazioni diventino realtà ci sono alcune sfide tecnologiche da affrontare. “La sfida più importante è riuscire a colmare le insufficienze del sistema GPS, così da poter utilizzare il robotino anche là dove oggi non è possibile. Come per esempio quando siamo troppo vicini a un ostacolo. In questo caso il drone non riesce più a posizionarsi, comincia a fare degli errori e il rischio è di perderlo o di danneggiarlo. Per il futuro, quello che potrebbe essere interessante è di avere una maggiore autonomia, cosi da permettere agli operatori di concentrarsi su ciò che devono fare, lasciandosi alle spalle la complessità e i problemi tecnici di queste macchine”. È per questa ragione che gli informatici stanno calcolando sofisticati algoritmi che permetteranno al drone di identificare quando un ostacolo è statico o si muove.

“I punti neri sono ostacoli statici, quelli rossi mostrano quelli che invece si muovono. Questo meccanismo è stato elaborato per evitarli, principalmente perché si muovono e la telecamera del drone si muove a sua volta.

Nel quartier generale del Commissariato per l’energia atomica, che ha sede a Parigi, i ricercatori cercano di sviluppare un sistema che aumenterà l’autonomia del drone. L’obiettivo ultimo: sviluppare una sorta di pilota automatico. “Tracciamo la traiettoria. Il robot memorizza attraverso la telecamera il tragitto. Così conosce la strada per tornare alla base”. “A questo punto è il drone che utilizza automaticamente le informazioni che ha registrato per percorrere quel tragitto, adesso lo farà in senso contrario per ritornare al punto di partenza. L’obiettivo è di ridurre i compiti del pilota perché non si concentri solo sull’uso del robot, ma possa concentrarsi sull’ osservazione della situazione”.

I ricercatori hanno elaborato scenari virtuali che permetteranno di preparare meglio i suoi interventi.

Attraverso software si possono simulare diverse condizioni di volo, come condizioni di vento estreme, o situazioni geomorfologiche particolari, per vedere come il drone si comporta.

“Qui possiamo vedere che cosa riprende il drone con la sua telecamera. Possiamo sapere in base alla traiettoria, che abbiamo definito, se riuscirà a raggiungere le zone che ci interessano”. Lontano dalle simulazioni, in Grecia, come in tutti i paesi del Mediterraneo, gli incendi sono una triste realtà ogni estate. E i pompieri e i volontari sperano quanto prima di ricevere un aiuto extra. “Spero che queste telecamere che sorvolano i nostri cieli ci aiutino a gestire meglio situazioni di crisi come può essere un incendio. Ci aiutino a essere più preparati. Il nostro lavoro è difficile e rischioso. Nel corso del giorno rischiamo di venir bruciati, di notte, rischiamo di romperci l’osso del collo. Qualsiasi aiuto è il benvenuto”.

http://www.ist-microdrones.org