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Gran Bretagna, aperta l'inchiesta sulla guerra in Iraq

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Gran Bretagna, aperta l'inchiesta sulla guerra in Iraq

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L’inchiesta sulla guerra in Iraq deve essere pubblica. Lo chiede l’opposizione in Gran Bretagna dopo che il primo ministro Gordon Brown aveva chiesto che fosse tenuta segreta per ragioni di sicurezza nazionale.

Il capo del governo ha poi lasciato libertà al presidente della Commissione d’inchiesta Sir John Chilcot di aprire al pubblico alcune parti dell’investigazione. “L’inchiesta non è un tribunale, e nessuno è sotto processo ma voglio che una cosa sia assolutamente chiara: questo comitato non esiterà a esprimere critiche. Se troviamo che sono stati fatti degli errori, se scopriamo che alcune cose sarebbero potute essere gestite meglio, lo diremo francamente – ha detto Chilcot -. Credo che il più possibile dell’inchiesta dovrà essere reso pubblico, per far sì che i risultati arrivino al cuore di quello che è successo e quali lezioni devono essere imparate per il futuro. Sono altresì convinto che alcune sessioni devono restare segrete”. Il progetto di tenere segreti i contenuti era stato criticato da militanti anti-guerra, ma anche da responsabili militari e da membri del partito laburista. Secondo alcune indiscrezioni, poi smentite, sarebbe stato l’ex premier Tony Blair, che verrà ascoltato dalla commissione, a fare pressione affinche i lavori rimanessero segreti. I risultati non saranno comunque resi pubblici fino a dopo le elezioni politiche, una circostanza definita inaccettabile dall’opposizione. La guerra in Iraq del 2003, che è costata la vita a 179 militari britannici, ha suscitato un vasto movimento di protesta in Gran Bretagna e in diversi paesi occidentali.