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Moldavi alle urne per risolvere la crisi

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Moldavi alle urne per risolvere la crisi

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Seggi aperti in Moldova per le elezioni legislative anticipate. Un voto pensato per far uscire il Paese dal grave stallo politico-istituzionale in cui si trova dallo scorso aprile.

Indette dal Presidente comunista Vladimir Voronin, il quale guarda più a Mosca che all’Unione Europea, le legislative anticipate sono state una mossa praticamente obbligata visto l’ostruzionismo attuato dall’opposizione in parlamento che ha impedito l’elezione del nuovo Capo dello Stato. L’opposizione liberale, filo occidentale, accusa il Partito Comunista di corruzione oltre che di aver falsato i risultati del voto di aprile. Ma nel Paese più povero d’Europa, economicamente dipendente dalla Russia, la popolarità dei comunisti resta molto alta. I tre maggiori partiti d’opposizione, liberali, democratici e liberal-democratici, sono accreditati del 30% delle intenzioni di voto. La vittoria dei comunisti in aprile aveva causato violente proteste a Chisinau. La crisi era degenerata coinvolgendo anche le relazioni tra Moldova e Romania, accusata di aver appoggiato le proteste. Il voto di oggi è seguito da 3.200 osservatori.