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Il braccio di ferro tra l'Eta e Madrid


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Il braccio di ferro tra l'Eta e Madrid

Eduardo Puelles, il commissario di polizia ucciso dall’Eta lo scorso giugno, resta l’unica vittima mortale, quest’anno, dell’organizzazione terrorista basca.

E’ stata una bomba posizionata sotto l’auto a uccidere il funzionario. Settimo attentato dall’inizio dell’anno e prova di forza per costringere il governo a negoziare. La risposta delle istituzioni spagnole non si fa attendere: qualche giorno dopo l’attentato, il ministro dell’interno Pérez Rubalcaba ribadisce la fermezza dell’esecutivo: “Questo lungo processo di violenza sta costando all’Eta molti arresti. Questo vuol dire che lo stato lavora e che questo lavoro continuerà finché l’Eta non abbandonerà definitivamente le armi”. Nel dicembre 2006 l’Eta rompe la tregua volta a favorire i negoziati con un altro attentato. All’aeroporto di Barajas, terminal 4, rimangono uccise due persone. La fine della tregua provoca un cambiamento radicale nella politica del premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero: “In questo momento è veramente necessario e conveniente ritornare a rinnovare l’unità democratica di fronte al terrorismo. Così vogliono i cittadini, così chiede il governo a tutte le forze politiche”. Da allora nessuna tregua, neppure da parte di Madrid. Gli arresti si susseguono anche con la collaborazione della polizia francese. In poco più di un anno, tra maggio 2008 e aprile 2009, vengono catturati quattro responsabili dell’Eta. Le amministrative del marzo 2009 cambiano anche il quadro politico dei Paesi Baschi spagnoli. Con il socialista Patxi Lopez viene formato il primo governo non nazionalista. I nazionalisti moderati del PNV passano per la prima volta all’opposizione strappando questo ruolo di riferimento agli indipendentisti radicali, esclusi dalla corsa al parlamento perché dichiarati illegali. A questo si aggiunge una sentenza internazionale. Il 30 giugno 2009 la Corte Europea per i diritti dell’uomo ratifica la decisione presa sei anni prima dalla giustizia spagnola sotto il Governo Aznar: Batasuna è illegale. Il braccio politico dell’Eta viene così ufficialmente riconosciuto uno strumento della strategia terroristica dell’Eta.

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