ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

10mila persone scomparse durante gli scontri di Urumqi, denuncia la dissidenza uighura

Lettura in corso:

10mila persone scomparse durante gli scontri di Urumqi, denuncia la dissidenza uighura

Dimensioni di testo Aa Aa

Diecimila persone sparite in una notte – è quanto potrebbe essere accaduto in Cina, in seguito ai violenti scontri, ai primi di luglio, tra uighuri e cinesi, a Urumqi, capoluogo della regione del Xinjiang.

Se le autorità di Pechino parlano di 197 morti in tutto, la leader della dissidenza uighura, Rebiya Kadeer, denuncia la scomparsa di migilaia di persone. La donna, che dal 2005 vive in esilio negli Stati Uniti, nelle scorse ore si trovava in Giappone, tappa di un tour nella regione per sensibilizzare alla sua causa. Gli uighuri, minoranza in Cina ma maggioritari nel nordovest del Paese, sono mussulmani e turcofoni.

Per Pechino, i dissidenti basati in Germania avrebbero fomentato gli scontri, e ancora ieri, a Washington, nel corso del vertice Usa-Cina, il vice ministro degli esteri cinese Wang ha ribadito che la questione è di pertinenza esclusiva del suo Paese, e che i disordini d’inizio mese sono atti di violenza terroristica di cui sono responsabili i separatisti uighuri.

La dissidenza ha rimproverato gli Stati Uniti di tenere un atteggiamento ‘distante’ rispetto alla gravità dei fatti accaduti.