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Corsica, due pompieri volontari sospettati di essere piromani

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Corsica, due pompieri volontari sospettati di essere piromani

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Due pompieri volontari sono stati sospesi dal servizio in Corsica, perché sospettati di essere dei piromani. Nel sud dell’isola, seimila ettari sono andati in fumo, ma la vegetazione bruciata riesce ancora a parlare, a rivelare indizi sull’origine dolosa degli incendi.

Otto persone sono state arrestate nell’ultima settimana per aver appiccato le fiamme: due di loro sono state condannate ieri dal tribunale di Bastia, rispettivamente a due anni e a otto mesi di carcere.

A Aullene, 400 vigili del fuoco sono al lavoro, con aerei e elicotteri. Ma tra la popolazione, l’atteggiamento è cambiato. “La gente non ne può più di vedere terreni devastati, vite distrutte: poco importa che si tratti di pensionati o contadini, quello che è bene sottolineare è che oggi la popolazione ha cominciato a denunciare questi atti completamente irresponsabili”. Oltre che contro le fiamme, è anche una lotta contro il tempo, prima che il vento riprenda forza. Dalla Corsica alla Spagna: quello di Teruel, in Aragona, è l’unico incendio a essere ancora attivo in questa parte del paese, dove le fiamme hanno bruciato 7.656 ettari di vegetazione. Emergenza terminata invece per gli abitanti di Las Hurdes, in Estremadura: qui gli incendi sono ora sotto controllo e 500 persone, evacuate sabato scorso, hanno potuto fare ritorno alle loro abitazioni.