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Protesta contro i tagli alla Johnny Walker

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Protesta contro i tagli alla Johnny Walker

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La crisi mette in pericolo anche l’oro della Scozia. Ventimila persone hanno sfilato nella città occidentale di Kilmarnock contro il taglio di 700 posti alla fabbrica di whisky della Johnny Walker. La Diageo, multinazionale del settore birra, vino e superalcolici che possiede il marchio dal 1820, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede una riduzione totale di 900 posti. Primo Ministro scozzese Alex Salmond ha criticato la scelta dell’azienda: “Il whisky scozzese- ha detto – per avere successo dipende da integrità, provenienza, reputazione. Credo sia giusto dire alla Diageo che, voltando le spalle a comunità come Kilmarnock, danneggia quella reputazione e il successo futuro”.

Oltre a Kilmarnock, i tagli interessano anche la fabbrica di Port Dundas, a Glasgow. Secondo i sindacati, i licenziamenti, però, non sono giustificati. “Lo scorso anno – spiega Len McCluskey, Segretario generale del sindacato Unite Union – il profitto è stato di due milioni e duecentomila sterline, dunque non hanno alcuna ragione per arrecare un simile danno alle famiglie e alle comunità con le proposte suggerite, non lo accettiamo”. Il piano di ristrutturazione prevede, oltre ai tagli, la creazione da parte della Diageo di 400 nuovi posti di lavoro attraverso l’apertura di un’azienda di packaging nel nord della Scozia. Una petizione contro i tagli di personale è stata firmata da diecimila persone. Della vicenda si discuterà a settembre al Parlamendo locale di Edinburgo.