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L'autocritica di Obama

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L'autocritica di Obama

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Il caso dell’arresto del professore nero di Harvard costringe Barack Obama all’autocritica. Con un intervento a sorpresa dalla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti ha fatto marcia indietro sulle parole usate in merito alla vicenda che da giorni è al centro del dibattito nazionale. “Poiché c‘è stato parecchio clamore e ovviamente io ho contribuito a farlo aumentare – ha detto Obama -, vorrei chiarire che nella scelta delle parole sfortunatamente ho dato l’impressione di avere offeso il Dipartimento di Polizia di Cambridge e l’agente Crowley mentre avrei potuto calibrare meglio queste parole”.

Obama ha inoltre sottolineato quanto il fattore razziale sia ancora un nervo scoperto della società americana. La vicenda risale al 16 luglio: Henry Gates cerca di entrare in casa propria forzando la porta, avendo perso le chiavi. Spacciato per un ladro, viene arrestato dall’agente Crowley. E’ stato l’avverbio “stupidamente” usato da Obama per definire l’operato dell’agente a scatenare la polemica. Ora Obama, per chiudere la vicenda, si è detto pronto ad accogliere i due protagonisti alla Casa Bianca per una birra.