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Alti e bassi dell'Obamamania

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Alti e bassi dell'Obamamania

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Obama meno profeta in patria. Il presidente Usa sarebbe un po’ meno popolare fra gli americani, mentre l’Obamamania sembra ben radicata all’estero, soprattutto in Europa. E si trascina dietro un netto miglioramento d’immagine per il paese intero.

Lo rivelano gli ultimi sondaggi: il numero degli americani che si fidano del loro presidente è sceso dal 66 per cento del mese scorso a circa il 50 per cento, mentre da uno studio condotto in venticinque paesi risulta che la percezione degli Stati Uniti all’estero è ormai tornata a livelli pre-Bush. Andrew Kohut, del Pew Research Centre che ha condotto il sondaggio, lo riassume così: “Il tasso di popolarità degli Stati Uniti è cresciuto considerevolmente nell’Europa occidentale e nei principali paesi dell’Asia e dell’America Latina. In Germania, per esempio, l’anno scorso era al 30 per cento. Quest’anno è al 64 per cento”. In generale, una tendenza simile si avverte anche nel mondo musulmano, dove per la prima volta gli intervistati hanno detto di avere più fiducia in Obama che in Osama. Una tendenza che non è però omogenea in tutti i paesi islamici, dice Kohut: “Il cambiamento positivo nei confronti degli Stati Uniti nel mondo musulmano appare comunque inferiore. L’atteggiamento delle popolazioni musulmane resta o moderatamente negativo o fortemente negativo”. Certo, niente a che fare con il suo predecessore. Tanto che anche nei territori palestinesi cresce l’ottimismo. Il prezzo da pagare, è l’impopolarità in uno degli alleati storici di Washington: pare che l’unico stato dove la fiducia verso lo zio Sam è crollata sia Israele.