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Dalla luna a Marte (passando per la luna)

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Dalla luna a Marte (passando per la luna)

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Se gli americani decisero di mandare un uomo sulla luna è anche perché i sovietici, fino ad allora, in campo spaziale erano stati i primi: Yuri Gagarin fu il primo uomo nello spazio, già nel ’61. Quattro anni prima, il primo satellite, sempre sovietico, lo Sputnik, e la cagnetta Laika, primo animale nello spazio, anche se morì di panico poche ore dopo il lancio. Anche la prima donna nello spazio e la prima passeggiata spaziale furono di marca sovietica. Un predominio che finì quel 20 luglio del 1969:

“Chiaro – dice Sergei Krikalev, che dirige il centro d’addestramento dei cosmonauti russi – avremmo voluto che il primo piede sulla luna lo mettesse un sovietico, un russo, ma la vita va così, e poi noi siamo arrivati prima degli americani più volte negli anni precedenti, abbiamo avuto molti successi” Poi la guerra fredda finì, e cambiarono molte cose: anche nel modo di vedere la scienza, che si sganciò progressivamente dalla politica e si mise progressivamente al servizio dell’economia, più che dello Stato. Salvo eccezioni: sono le nuove potenze, come Cina e India, a riaprire la corsa spaziale. Nel 2003, il tenente-colonnello Yang Liwei fu il primo cinese nello spazio. Ma se Pechino o Nuova Dheli mirano alla luna per entrare nel novero dei grandi, per russi o americani l’eventuale ritorno sulla luna è semmai funzionale ad un obiettivo più ambizioso: Marte. Insieme agli europei, i due ex rivali potrebbero realizzare un base permanente sul satellite terrestre. È il progetto americano Constellation, che prevede la realizzazione della base entro il 2020 e l’arrivo su Marte nel 2030. Una nuova forma di collaborazione che viene sottolineata dal principale protagonista di allora: Neil Armstrong, secondo il quale fu proprio quella rivalità a produrre i meccanismi per la successiva cooperazione. “In questo senso – dice – fu un investimento eccezionale per entrambe le parti” Una prova di cooperazione si è vista negli ultimi anni con la base spaziale internazionale, ma sul tavolo c‘è ben di più. Marte, per l’appunto. Proprio una settimana fa si è conclusa la prima simulazione russo-europea di un viaggio verso il pianeta rosso, sarà seguita da un’esperienza simile l’anno prossimo. Esperimenti che dimostrano intenzioni chiare, sui luoghi in cui dovrà comparire un’impronta umana.