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Il "no" di Netanyahu al congelamento degli insediamenti

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Il "no" di Netanyahu al congelamento degli insediamenti

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Gli israeliani hanno il diritto di vivere dove vogliono, vale a dire: niente stop agli insediamenti e, dunque, probabile scontro con gli Stati Uniti. Il premier Benjamin Netanyahu dice di non volere prendere ordini da nessuno e quindi non fermerà un progetto in un quartiere di Gerusalemme Est: 20 nuovi appartamenti in un terreno acquistato nel 1985 da un uomo d’affari ebreo americano.

“Così come non ci sono restrizioni sugli arabi per comprare nella parte occidentale della città, non devono esserci restizioni sui gli ebrei per comprare o costruire nella parte orientale della città – ha detto il premier israeliano. Questa è la politica di una città aperta. Non possiamo accettare l’idea che gli ebrei non abbiano il diritto di vivere e comprare in una qualsiasi parte di Gerusalemme”. Israele ha annesso Gerusalemme Est dopo la guerra del 1967, dichiarando la totalità del territorio della città sua capitale. La mossa non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale. I palestinesi vogliono il settore arabo della città come capitale del loro futuro stato. L’amministrazione Obama ha chiesto a più riprese il congelamento degli insediamenti. Il progetto di costruzione nel quartiere di Sheikh Jarrah rischia ora di incrinare definitivamente il già fragile rapporto con Washington.