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Il ricercato numero uno del sudest asiatico forse dietro gli attentati

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Il ricercato numero uno del sudest asiatico forse dietro gli attentati

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Alcune corone di fiori ricordano le vittime degli attentati di Giacarta. Le autorità indonesiane puntano il dito contro una cellulla dissidente della Jemaah Islamiya. Facendo visita ai due hotel devastati dalle esplosioni, il presidente Susilo Bambamg Yudhoyono ha detto che l’Indonesia non abbasserà la guardia sul terrorismo.

Le misure di sicurezza sono ai massimi livelli al Ritz-Carlton e al Marriott e le indagini sono iniziate. Secondo gli investigatori, gli attentatori si sarebbero registrati al Marriott mercoledì e avrebbero assemblato gli ordigni nella loro stanza. Quanto accaduto crea forti dubbi sulla sicurezza nel Paese. Il venerdì nero raccontato dai quotidiani nazionali irrompe in un periodo di relativa calma per il Paese, segnato dal successo nella lotta ai gruppi militanti. Stavolta ad avere agito, secondo l’anti-terrorismo, sarebbe stato il ricercato numero uno del sudest asiatico: Noordin Mohamed Top, leader di una cellula dissidente della Jemaah Islamyia. Intanto l’iniziale bilancio di nove morti – oltre cinquanta feriti – è stato rivisto: si parla ora di otto vittime.