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I mauritani al voto cercano di uscire dalla crisi post-golpe

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I mauritani al voto cercano di uscire dalla crisi post-golpe

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La Mauritania sceglie oggi il suo nuovo Presidente, a quasi un anno dal colpo di stato militare. Il generale Mohamed Aould Anbdel Aziz, ex-capo della giunta, è il favorito in una corsa che vede in lizza nove candidati. Tra i più accreditati sfidanti c‘è Ahmed Ould Daddah, capo del principale partito ostile al golpe.

Chi potrebbe riservare sorprese è il colonnello Ely Ould Mohamed Vall, autore di un colpo di stato nel 2005 che restituì il potere ai civili due anni dopo. Per l’esteso Paese desertico al confine fra Maghreb e Africa subsahariana, il voto odierno rappresenta una possibilità per uscire da quasi un anno di tensioni provocate dal colpo di stato. Un economista mauritano, Isselmou Mahmoud Mohamed, spiega l’importanza del voto per un Paese che dipende fortemente dagli aiuti internazionali: “La sfida economica – dice – è quella del ritorno degli investimenti, il ritorno dei fondi pubblici per lo sviluppo ai livelli precedenti il colpo di stato del 6 agosto. La Mauritania deve ripristinare i rapporti, dopo la sospensione della Banca Mondiale, anche con l’Unione europea e gli altri donatori mauritani”. L’Unione europea ha detto di essere pronta a riprendere la cooperazione nonappena la democrazia sarà ripristinata. Al voto sono chiamati un milione e duecentomila cittadini. Una sparatoria ha avuto luogo nella capitale Nouachkott tra agenti di polizia e uomini armati a poche ore dal voto.