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Scandalo intercettazioni: aperte tre inchieste, ma non da Scotland Yard

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Scandalo intercettazioni: aperte tre inchieste, ma non da Scotland Yard

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Con il suo scoop il Guardian è arrivato a scuotere le sfere più alte delle istituzioni di Londra. Si è allungata la lista dei Vip i cui telefonini sarebbero stati intercettati da giornalisti dell’impero Murdoch: fra loro si contano ex membri del governo come John Prescott e Tessa Jowell, personalità dello spettacolo come George Michael o Gwyneth Paltrow, o l’attuale sindaco di Londra Boris Johnson. La rivelazione ha provocato l’apertura di tre inchieste, inclusa una della Camera dei comuni.

Ma non di Scotland Yard: per la polizia non ci sono nuovi elementi di rilievo. Il viceommissario John Yates ha spiegato: “Le nostre indagini mostrano che nella gran maggioranza dei casi ci sono prove insufficienti per dimostrare che le intercettazioni abbiano effettivamente avuto luogo. Nei casi in cui c’erano prove di potenziali intercettazioni, le presunte vittime sono state tutte contattate dalla polizia”. La bomba del quotidiano britannico rischia di travolgere il leader conservatore David Cameron: il suo direttore della comunicazione, Andy Coulson, era caporedattore di News of the World, uno dei media incriminati, all’epoca dei fatti. Cameron, che non intende cacciare Coulson come vorrebbero in molti, si giustifica così: “I giornali non dovrebbero violare la privacy delle persone senza giustificazione. È per questo che Andy Coulson si dimise da News of the World due anni e mezzo fa. Naturalmente, io sapevo delle sue dimissioni quando l’ho assunto, ma credo che si debba dare una seconda chance alle persone”. Secondo il Guardian il gruppo di Rupert Murdoch avrebbe sborsato oltre un milione di sterline in patteggiamenti extragiudiziali per evitare che tre cause legali finissero in tribunale, scoperchiando un sistema consolidato di intercettazioni.