ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

L'Aquila, il G8 convince sull'economia ma non sul clima

Lettura in corso:

L'Aquila, il G8 convince sull'economia ma non sul clima

Dimensioni di testo Aa Aa

I progressi raggiunti dagli Otto Grandi non sono sufficienti. Sul terzo e ultimo giorno del G8 dell’Aquila pesano le parole del Segretario dell’Onu Ban Ki Moon. All’intesa sulla ricetta anti-crisi si sono uniti anche i Paesi emergenti. Ma è sul clima che il meccanismo si è inceppato. E non basta la stretta di mano fra Barack Obama e il leader libico Muamar Gheddafi a farlo dimenticare.

Dalle macerie de L’Aquila è nato l’accordo per rilanciare la riforma del commercio globale e sugli aiuti ai Paesi poveri. Sul dossier clima tuttavia la Cina e le altre potenze emergenti non prendono impegni vincolanti. Nonostante la condivisione del principio: limitare a 2 gradi rispetto all’era pre-industriale il riscaldamento massimo del pianeta, ridurre tra il 50 e l’80% le emissioni di gas serra entro il 2050. “E’ ancora più difficile occuparsi di cambiamento climatico nel contesto della recessione globale” ha detto il Presidente degli Stati Uniti. “Perchè questa contribuisce ad aumentare il timore che le politiche climatiche contrastino con la crescita economica. Ma la scelta sta a noi. Possiamo lasciare in balia degli eventi il nostro futuro oppure essere noi stessi a plasmarlo”. La sovraesposizione mediatica dei luoghi colpiti dal sisma è stata completata dalla presenza di George Cloney, accolto con calore dalla popolazione. “Qui a settembre girerò un film, una possibilità per rilanciare l’economia” ha detto l’attore che ha visitato la tendopoli di Sant’Eusanio Forconese.