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Cina, pugno di ferro nella provincia ribelle

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Cina, pugno di ferro nella provincia ribelle

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La polizia cinese ha disperso un assembramento di uighuri davanti ad una moschea ad Urumqi, nel nordovest della Cina, arrestando diverse persone. Per non esacerbare le tensioni le autorità hanno lasciato aperte alcune moschee, per permettere alla popolazione degli Uighuri, di religione musulmana, di praticare la preghiera del venerdì.

“Ci hanno detto che per ragioni di sicurezza dobbiamo finire in fretta le preghiere, tornare a casa e riposarci. Ci prendono in giro”, dice un uomo. Gli Uighuri hanno una storia, una cultura e una lingua completamente diversa dai cinesi di Pechino “Non posso parlare della situazione attuale, dice un altro, perchè ho paura dei cinesi, i cinesi Han, e del governo”. Pechino ha promosso l’insediamento massiccio di cinesi Han negli ultimi decenni nella regione di Xinjang, aumentando la discriminazione verso la popolazione autoctona, lasciata ai margini del successo economico cinese. Ora la risposta all’insofferenza degli Uighuri è il pugno di ferro. E la Casa Bianca ha esortato oggi i dirigenti cinesi presenti al G8 di L’Aquila di esercitare ‘moderazione’ nei confronti dei disordini in corso nel Xingjiang.