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G8, primo giorno: posizioni comuni su clima, economia e Iran

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G8, primo giorno: posizioni comuni su clima, economia e Iran

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Clima, economia, fame nel mondo, Iran, Corea del Nord… È stata molto intensa la prima giornata del G8 a presidenza italiana, all’Aquila, fra una scossa sismica e l’altra.

Sul fronte economico, gli otto paesi più ricchi del mondo – Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone – hanno preso atto del leggero miglioramento della congiuntura, restando però molto prudenti. Gli effetti della crisi economica sul mercato del lavoro – avverte il G8 – possono rimettere in causa la stabilità sociale. Sono allora necessarie regole comuni, da definire nei prossimi mesi. Il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi ha così riassunto i punti su cui i leader si sono trovati d’accordo: “Abbiamo deciso che sarà importante mantenere il sostegno necessario, che tutti i governi hanno dato, al sistema delle banche, alle imprese manifatturiere in certi casi, e certamente alle persone che hanno perso il posto di lavoro”. Sul fronte diplomatico, gli otto grandi hanno deciso di dare ancora tempo all’Iran, fino al G20 di settembre a Pittsburgh. Se per allora, nei negoziati sul nucleare, non ci saranno stati progressi, ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, “saremo costretti a prendere delle decisioni”. Decisioni che implicherebbero un inasprimento delle sanzioni contro la repubblica islamica. Accordo unanime, per la prima volta, sulla lotta all’effetto serra: l’obiettivo è il taglio delle emissioni inquinanti della metà entro il 2050. Ora però c‘è da superare lo scoglio dei paesi emergenti, che devono incontrare i paesi del G8 oggi.