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Tensione in crescita nello Xinjiang. Il presidente cinese lascia il G8 e torna in patria

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Tensione in crescita nello Xinjiang. Il presidente cinese lascia il G8 e torna in patria

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La situazione di tensione nella regione dello Xinjiang ha portato il presidente cinese Hu Jintao a cancellare la sua permanenza al G8 dell’Aquila e a fare rapido ritorno nel suo paese.

Il centro di Urumqui, principale città della regione popolata dalla minoranza uigura, musulmana e turcofona, è occupato dalle truppe speciali. Ma nemmeno il coprifuoco ha impedito stamane nuove manifestazioni. Secondo testimoni, la polizia è intervenuta per disperdere nuovi assembramenti nei quartieri musulmani. La stabilità dello Xinjiang è per Pechino di importanza strategica, data la posizione geopolitica occupata, tra Afghanistan, Pakistan e India. Ma il governo cinese oltre che per le rivendicazioni degli uiguri resta preoccupato anche per gli effetti della reazione degli han, molti dei quali hanno scelto di farsi giustizia da soli. Ancora ieri, centinaia di han sono scesi per strada con bastoni e spranghe di ferro, dando l’assalto a negozi e case appartenenti a uiguri. Un segnale di aggravamento della situazione che ha fatto esprimere alla presidenza di turno dell’Unione europea tutta la preoccupazione per i rischi di una deriva violenta.